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Emergenza-urgenza, le Misericordie di Puglia: «Bene internalizzazione ma basta attacchi strumentali alle associazioni»

Emergenza-urgenza, le Misericordie di Puglia: «Bene internalizzazione ma basta attacchi strumentali alle associazioni»

Una nota congiunta della Federazione regionale e della Confederazione nazionale in risposta alle nuove ingiustificate accuse della politica

«Quando la generosità viene scambiata per un’invasione di campo, forse è il momento di fare un passo indietro e lasciare che chi accusa se la cavi da solo, se ci riesce. Ci penseremo». E’ il pensiero della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia all’ennesimo attacco ingiustificato giunto dal governo della Regione Puglia parlando di internalizzazione degli operatori del 118.

«Apprezziamo come Federazione delle Misericordie di Puglia l’impegno e la volontà e quindi la decisione della Giunta regionale nel portare avanti il processo di internalizzazione degli operatori del 118, anche in considerazione del fatto che non siamo mai stati contrari e lo abbiamo più volte ribadito in quelle pochissime convocazioni del tavolo tecnico che ormai si perdono lontano nel tempo». Spiega Gianfranco Gilardi, Presidente della Federazione delle Misericordie di Puglia.

«Restiamo nell’amarezza, però, per due motivi principali anche a seguito delle parole generiche e mal contestualizzate usate dal Presidente della Regione Michele Emiliano – spiega Gilardi – primo in questo percorso di internalizzazione le associazioni, che portano avanti questo servizio con professionalità e dedizione facendone il migliore d’Italia, non sono mai state contattate se non marginalmente. Secondo la considerazione delle stesse associazioni espresse in diverse interviste e nelle note enunciate in questi anni della mercificazione delle associazioni che sembrano la i tiranni del 118, facendo come si suole dire di tutta un’erba un fascio. Si mescolano le organizzazioni serie, organizzate e professionali, da quelle che hanno creato inadempienze e sulle quali la Regione doveva controllare ed intervenire. E’ davvero un peccato gettare via l’esperienze e le potenzialità delle associazioni che sono quelle che poi sono le stesse che la Regione e gli altri enti contattano nelle maxi emergenze e nella protezione civile».

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